Diario di Bordo #CL2019, Vita e morte delle aragoste, di Nicola H. Cosentino. Aula Cisco Conte M. M. Milano 10.09.2019

I sentimenti semplici che tutti proviamo.

Amore, Amicizia, Libertà, Carlo Cassola, affrontare il dolore, imparare ad ascoltare, la Spagna, Alessandra, avere qualcosa da leggere nel viaggio da Roma a Fiumicino, realizzarsi, distruggere ciò che si é diventati per progredire, contrapposizioni, dialogare, essere aperti al mondo, fare un percorso educativo, parole, pensare, le idee hanno un valore, sulla gentilezza, le cose che contano non hanno bisogno di troppe parole ma di silenzio.

Abbiamo deciso di sintetizzare con le parole e i concetti significativi che hanno contraddistinto l´incontro con l´autore e pubblicando la presentazione e le recensioni degli alunni e alunne dell´ITIS Conte Milano.

Con “Vita e morte delle aragoste”, suo secondo romanzo, Nicola H. Cosentino ha vinto il Premio Brancati per la sezione giovani.

Nicola H Cosentino

Cosentino, scrittore e studioso di Cosenza, nato a Praia a Mare il 3 Maggio 1991, è laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali con una tesi sul teatro greco nella resistenza culturale. Giornalista pubblicista, scrive di letteratura per <<minima&moralia>> e ha collaborato per anni col <<Quotidiano del Sud>>, dal 2014 cura la pagina blog Venti di cui è cofondatore, e organizza come direttore artistico il Festival di Cinema Indipendente << Brevi d’Autore >>. Scrive corti per altri, ma ogni tanto ne dirige uno. Attualmente cura un progetto di ricerca sulle distopie contemporanee, nella Londra degli studi culturali, presso l’Università di Westminster, nell’ambito di un dottorato di ricerca dell’Unical. Ha esordito come autore pubblicando “ Cristina d’ingiusta bellezza ” e alcuni racconti per le riviste Colla e Nuova Prosa. Youssef 5C

“Il libro, Vita e morte delle aragoste, di Nicola H. Cosentino, è suddiviso in quindici sezioni di vita che ripercorrono l’amicizia tra i due protagonisti, dove il narratore è Antonio e il vero protagonista è Vincenzo Teopot, due ragazzi uniti dalla vera amicizia. Utilizzando una scrittura scorrevole, piacevole e curata, Nicola Cosentino affronta temi i quali l’amore e l’amicizia.
Inoltre, utilizza le aragoste, rendendole anche protagoniste del titolo del libro, perché sono dei crostacei sensibili che non smettono mai di crescere, proprio come i due protagonisti, la loro amicizie e i loro ricordi.
Ma bisogna considerare il fatto che anche le aragoste prima o poi muoiano, che come loro anche qualsiasi sentimento o forma di vita.
La cosa che colpisce di più, di questo suo secondo romanzo, sono le riflessioni che risultano essere vere e molto profonde, nei vari racconti ci fa passare da uno stato d’animo all’altro, ma alla fine ognuno di essi ti lascia un piccolo insegnamento.
Bisogna accettare che qualsiasi essere vivente, come le aragoste, cambia e cresce, bisogna cambiare guscio, alzarsi dalle cadute e ricominciare più forti di prima”. Katia 4E

“Il libro, pubblicato dalla casa editrice Voland, “Vita e morte delle aragoste” evidenzia un approccio alla storia decisamente non comune e molto interessante: la narrazione è infatti un flusso di racconti in un ordine stabilito e non cronologico, inseriti in una sorta di dialogo tra Antonio, voce narrante e il lettore.
La storia di Vincenzo Teapot, effettivo protagonista, viene quindi narrata dal suo migliore amico il quale lo dipinge come uno scrittore dall’animo sensibile, sempre perso nelle sue riflessioni e decisamente non avvezzo alle relazioni sociali.
i principali temi affrontati nella storia sono: amicizia, amore e il passaggio da ragazzi ad adulti.
Attraverso una serie di aneddoti dal 2004 ad oggi, Antonio parla della profonda amicizia che lo lega al suo migliore amico, delle varie avventure amorose di Vincenzo e del “salto” nel mondo adulto che entrambi vivono.
Perché dunque il riferimento dell’autore alle aragoste? Perché le aragoste non smettono mai di crescere, fino a rompere il guscio e del resto si sa, “ se cresce troppo, quello che ti sta intorno non resiste mai. E cresci sempre, di fatto, è inevitabile ”. crescono fino a mutare come effettivamente i due ragazzi hanno fatto e crescono come l’amicizia e la speranza, senza smettere mai ed è questo che permette ad Antonio, dopo alcuni anni, di ricordare il suo amico, ormai lontano e, con lui, tutti i ricordi della loro gioventù”. Francesca 4F

“Vita e morte delle aragoste è un romanzo scritto da Nicola h Cosentino La trama è composta da una serie di esperienze ricordi, emozioni e riflessi datate e collocate in ordine sparso raccontate da Antonio. Nelle vicende è onnipresente il personaggio di Vincenzo Teapot, un enigmatico individuo, nonché migliore amico del narratore che a metà tra eroico e malinconico, visionario e nichilista diventa gradualmente il protagonista della narrazione. Le avventure raccontate comprendono altri personaggi, amici e amanti che ruotano intorno a loro e che lasciano in Antonio, sempre, una traccia del loro passaggio. Vengono raccontati in chiave ironica e malinconica i primi amori dei due, il tema della morte, della musica, dell´ebrezza e del divertimento, ma anche la solitudine il viaggio è l’abbandono. Ogni ricordo è accompagnato da un’acuta riflessione del narratore che, tramite vincente comuni di uomini comuni riesce a trovare e descrivere aspetti della società moderna, vizi e virtù dell’uomo contemporaneo. Il romanzo racconta quindi un mondo quotidiano vicino al lettore, visto dagli occhi del personaggio principale che però non ne è un protagonista ma è spesso una spalla del prossimo e dà più importanza alla persona a lui vicino di quanta ne riceva, come spesso succede a chiunque nella vita reale. La contorta amicizia tra il comune e Antonio e lo straordinario Vincenzo rappresenta un’analisi dell’uomo di oggi che pensa troppo ma vive e sente poco e che è sempre all’infinita ricerca di se stesso che ritrova solo in ciò che fanno gli altri prima di lui, nell’illusione di ciò che anche lui avrebbe potuto fare. Il romanzo rappresenta quindi un fugace ritratto della vita di ognuno e insegna attraverso storie di amori rotti, amicizie, cambiamenti generazionali, come ad oggi viviamo in un mondo dove tutto è casuale e tutto è caotico e, che la chiave per essere felici sta nel cogliere l’attimo e vivere la vita secondo i propri istinti trovandone significato anche in gesti improvvisi e repentini come una tazza lanciata contro un finestrino di un’auto”. Michele 5F

Grazie a Gabriele Bonini per la diretta Facebook e a Martina Boeti per le foto

alle domande di: Melissa, Katia, Miriam,Serena, Bruno,Lidia, Ilaria,Giuseppe,Chiara,Veronica,Francesca, Antonio, Alì, Piergiorgio,Antonio, Francesco, Giuseppe,

al Dipartimento di Lettere dll´ITIS Conte Michele Milano

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