DIARIO DI BORDO #CL2019, Auditorium Conte M. M. Milano, 07.02. 2019

Il pericolo viene dal mare, Mario Caligiuri e Andrea Sberze, Rubbettino Editore.

Le parole di oggi. 

Le parole che sono importanti!

Differenza. Tu. Italia. Porto. Calabria. Educazione. Istruzione. Leggere, scrivere e far di conto. Parole. Realtà. Disinformazione. Analfabetismo di ritorno. Prima era arrivata la parola. E poi l’immagine. Sviluppo. Le parole che sono importanti. Transhipment. Controlli. Merci. Informazione. Intelligence. Economia del mare. Mediterraneo. La nuova via della seta. Visione. Consapevolezza politica. Domani. Investimento. Progettazione. Gigantismo navale. Tecnologie e intelligenza artificiale. Criminalità. Isaia Sales. Scotoma. Sicurezza. Magistratura. Servizi segreti. Assoporti. Assoarma. Portualità. Insicurezza. Globalizzazione. Terrorismo. Immigrazione. Geopolitica. Geoeconomia. Aldo Moro. Tecnologie. Difesa dello Stato. Rischi. Contrasto alla criminalità. Post modernità. Modernità. Scegliere. Noretta.

GLI AUTORI, di Giulia Rizzo, 4E

Mario Caligiuri. Professore straordinario all’Università della Calabria, Mario Caligiuri è stato tra i primi a introdurre lo studio scientifico dell’intelligence in Italia, promuovendo master, centri di ricerca, convegni e collane editoriali. Tra i suoi ultimi volumi Cyber Intelligence. Tra libertà e sicurezza e Intelligence e magistratura: Dalla differenza reciproca alla collaborazione necessaria.

Andrea Sberze è uno studioso di terrorismo e di sicurezza che da quindici anni lavora a stretto contatto con i trasporti marittimi. Laureato in Scienze Politiche alla Statale di Milano, ha prestato servizio presso il Corpo delle capitanerie di porto come ufficiale di complemento. Attualmente lavora per una delle più importanti multinazionali del settore navale e collabora con il Centro di Documentazione Scientifica sull’intelligence dell’Università della Calabria.   

LE RECENSIONI.
Il pericolo viene dal mare.

di Antonio Boeti, 5E. Italiani, popolo di poeti, santi e navigatori. Ecco, il mare è stata sempre una sorta di metafora dell’Italia, unità di misura della ricchezza, del coraggio e di quello spirito indomito che ha contraddistinto questo popolo. L’era della globalizzazione ha aperto un nuovo scenario, con luci ed ombre, riguardo alla portualità e a ciò che le gira intorno. Il libro “Il pericolo viene dal mare” , è un saggio di alta qualità, scritto a quattro mani da Mario Caligiuri e Andrea Sberze, che con una lucidità mirabile analizza lo stato della nostra portualità, i margini di miglioramento per la nostra economia e i grandi rischi ai quali siamo esposti.

Inutile girarci intorno: il commercio via mare non è mai tramontato, anzi, in questi ultimi decenni crescono gli scambi con zone del mondo fuori dall’Europa che vedono le loro economie con segno positivo. Che ruolo ha l’Italia in tutto questo? Potrebbe essere cruciale, vista la posizione all’interno del Mediterraneo e la presenza di porti che sono tappe obbligatorie lungo le rotte dei commerci. Un’enorme opportunità, quindi, che non nasconde rischi e insidie.

Caligiuri e Sberze raccontano e analizzano, mettono in guardia e identificano quali sono i punti forti della strategia marittima italiana e quali le inevitabili criticità. Dall’alto di un’esperienza profonda e accurata ne settore dell’intelligence, Mario Caligiuri punta il dito contro il pericolo, ma come oggi attuali, che i porti possono diventare il condotto per organizzazioni criminali attraverso il quale risalire la Penisola e anche l’Europa. Troppo spesso si sottovalutano i rischi connessi al terrorismo e alla criminalità che scelgono i porti come hub d’accesso.

L’Italia quindi deve necessariamente sviluppare anticorpi necessari a respingere la minaccia criminale e terroristica, deve saper preservare i propri porti senza però far perdere loro il potenziale di sviluppo economico.

Il libro da uno sguardo asciutto e disincantato, spiega con rigore scientifico il fatto che impadronirsi dei porti vuol dire fare scacco matto sia a livello economico, sia a livello logico. Una specie di Risiko in cui si vince avendo cura di maneggiare bene l’intelligence, saper costruire una rete discreta e sicura attorno ai nostri porti, per prevenire le infiltrazioni lasciando inalterato il potenziale commerciale che essi sprigionano.

Ultima annotazione, ma non meno importante, è la competizione globale. Tramontata l’era dell’Impero Romano, delle Repubbliche Marinare, l’Italia ha smesso di immaginarsi come il faro del Mediterraneo. Nel nuovo millennio alcuni Paesi Orientali, la Cina su tutti, hanno iniziato a guadagnare il Mare Nostrum non più come corridoio in ingresso, ma autostrada verso l’Europa. L’economia globale, quindi, si gioca sulla portualità, sulle nuove e tradizionali rotte. E l’Italia non può più regalare spazi ed opportunità agli altri competitori o, addirittura, alle organizzazioni criminali.

di Thiam Papa Serigne Mbacké, 5A  “Il pericolo viene dal mare” è stato pubblicato nell’ottobre del 2017 da Rubbettino

Nel saggio, gli autori, Mario Caligiuri, professore presso l’Università della Calabria e Direttore del Master in Intelligence, e Andrea Sberze, ricercatore e studioso di terrorismo e di sicurezza, sottolineano l’importanza decisiva delle attività di intelligence non solo per gli Stati e le imprese ma anche per tutti i cittadini: oltre l’80 % del commercio mondiale si svolge via mare, che è, secondo gli autori, una ricchezza immensa, ma al contempo incontrollabile, poiché le organizzazioni criminali si servono dei porti per infiltrarvi dei loro collaboratori per le loro attività criminali.

Quindi c’è la necessità di garantire la sicurezza, per il rischio concreto di infiltrazioni delle organizzazioni mafiose e terroristiche.

In particolare in Italia, le organizzazioni mafiose tendono in tempi recenti a collaborare con i gruppi terroristici, comportandosi da fornitori di armi anche se i loro obiettivi sono diversi rispetto a quelli dei terroristi. I mafiosi aspirano ad arricchirsi in qualunque modo, soprattutto illecito, invece i terroristi aspirano a turbare la quiete pubblica. L’Italia visto la sua lunga esperienza della lotta contro la criminalità organizzata (che è un fenomeno che si è manifestato dall’unificazione) dovrebbe disporre di strumenti chiave per limitare le attività della malavita.

A partire dall’attentato dell’ 11 settembre 2001 ai danni degli USA e dopo gli attentati più recenti che hanno colpito l’Europa in Francia e in Belgio, degli sforzi sono stati fatti ma c’è ancora molto da fare da parte dell’intelligence per svolgere il suo compito: contrastare chiunque e qualunque cosa possa nuocere allo Stato e ai cittadini. E per raggiungere questo obiettivo è necessario applicare maggiori regole e soprattutto per uno Stato investire nelle attività di intelligence.

di Sara Petitto 3D. Nel volume “Il pericolo viene dal mare. Intelligence e portualità” , Caligiuri e Sberza affrontano il tema della sicurezza marittima nazionale. Un’analisi rivolta soprattutto alle realtà portuali nazionali, prendendo in esame il caso nazionale forse più significativo e ben conosciuto alle cronache: il porto di Gioia Tauro.
Il XXI secolo è cominciato all’insegna di grandi cambiamenti: la globalizzazione, l’immigrazione, l’insicurezza, il disincanto civile. Ne è scaturito un ordine internazionale instabile: nello stesso spazio globalizzato operano ormai comunità politiche e aziende multinazionali, gruppi criminali e terroristici di varia natura.
il trasporto navale ricopre un ruolo fondamentale della globalizzazione economica, a partire dal sistema portuale, che necessita di un rinnovato interesse sotto il profilo della sicurezza. Nel porto transita la gran parte dei beni e delle merci prodotti nel mondo. Nel porto, quindi, si possono insinuare rischi e minacce di varia natura.
Nella prefazione, Luca Caracciolo, Direttore di Lines, dà merito agli autori per aver portato la discussione con il proprio saggio sulla sicurezza dei porti, in particolare sugli interessi del nostro Paese.
Il volume si dispone in tre parti: nella prima parte Caligiuri e Sberze mettono in risalto il tema centrale, ovvero la necessità di un’analisi dell’attività informativa – l’intelligence, passando in rassegna rischi e minacce che si possono incontrare nel comparto portuale, dal terrorismo alla criminalità organizzata.
Nella seconda analizza ad ampio spettro la <<intelligence marittima>> nell’attuale contesto geopolitico e geo economico.
La terza parte è dedicata invece alla sicurezza sul piano nazionale.
Un libro interessante che offre molteplici spunti di riflessione in un contesto nazionale dominato dal mare, da sempre crocevia di popoli, civiltà e ricchezza.

I BRANI SCELTI.

Di Mattias Coperatore, 1M – Viviamo tempi difficili e l’insicurezza, duole ammetterlo, è palpabile quasi fosse entrata ormai nell’ordine delle cose normali a cui dobbiamo assuefarci per quella replicabilità che percepiamo inarrestabile. L’indicazione fin dalle prime pagine è stata chiara: non viviamo più nella rassicurante contrapposizione bipolare, ma siamo coinvolti nel turbinio ingestibile della dinamicità del sistema internazionale emerso dall’implosione del blocco sovietico. Che piaccia o meno, oggi il quadro in cui viviamo è indistinto e poco rassicurante perché gli equilibri cambiano e sono instabili, sebbene i presupposti siano partiti con gli auspici della “ fine della storia” che prevedeva la globalizzazione economica. Tuttavia è il contesto in cui dobbiamo difendere i nostri principi e, soprattutto, il nostro modo di vivere. E non possiamo permettere a nessuno di metterlo in discussione.

Grazie per lo studio prima e per la formulazione delle domande, recensioni e letture a Giulia, Gabriele, Matteo, Antonio, Rami Mata, Gabriele, Roberta, Carmelo, Thiam Papa Serigne Mbacké, Pietro, Emanuele, Sofia, Sara, Cristian, Domenico, Kevin, Francesco, Domenico, Mattia.

Grazie al Prof. Mario Caligiuri

Grazie per la presenza al dott. Walter Policastro, security manager del Porto di Trieste, al dott. Marcello Filocamo, security manager del porto di Gioia Tauro 

Grazie al Dirigente, prof Franco Mileto, al  Dipartimento dell´ITIS CONTE M. M. MILANO

a Martina Boeti per la collaborazione e le foto.

a Gabriele Bonini per la ripresa e trasmissione in diretta sul canale facebook

I Caffè Letterari dell ITIS Conte M.M.Milano di Polistena – RC

IL VIDEO

Socialgallery

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *