Si può raccontare, in 10 incontri di tre ore una Napoli dentro e fuori un quartiere a rischio? Si può pensare di impiegare le ore di un PON legalità come ad un percorso fatto di pietre di inciampo e pensare di chiuderlo piantando un  albero Falcone nel giardino di un IC che porta il nome di Paolo Borsellino? È quello che si sta realizzando con un gruppo di alunni  e alunne tra gli 11 e i 13 anni che frequentano l’ IC Borsellino di Via Cosenz a Napoli.

Un progetto, tra i tanti che la scuola realizza con esperti esterni e le risorse interne della scuola, iniziato il 19 marzo e che si chiuderà il 23  maggio, data che è memoria della strage di Capaci, in cui persero al vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
“Questa iniziativa, come le tante di questa scuola del quartiere Mercato, tra la prima ferrovia d’Italia e l’orologio più antico di Napoli, ci consentono di far connettere in modo costruttivo i nostri ragazzi con la città-dice la dirigente Fabrizia Landolfi-. In queste tappe abbiamo ospitato il Maestro Maddaloni, la vice presidente dell’ Associazione Agende Rosse Napoli, Nicla Tirozzi, siamo andati a ricambiare la visita del Maestro Maddaloni a Scampia, nella palestra dei “campioni di strada” e abbiamo consentito ai nostri alunni di incontrare Giannino, il papà di Annalisa Durante e lo scrittore Paolo Miggiano, nello spazio pubblico della biblioteca intitolata alla giovane vittima di Camorra a Forcella”.
A Maria Pia Tucci, giornalista e animatrice sociale per la legalità è stato affidato il coordinamento del progetto, affiancata dalla tutor professoressa Lucia Menna.
“La legalità si fa strada e per strada  e così che l’ idea di partire dalla conoscenza del se, del rispetto per i propri compagni e per le regole si è incrociata con la spinta di non rimanere chiusi nel recinto della Scuola, ma di uscire e di toccare con mano qualcuna delle realtà vive grazie all’ impegno di chi la camorra la combatte con i fatti e con la voglia di riscatto – dice Maria Pia Tucci -“.
Nei prossimi incontri sono previste le testimonianze di Maurizio Braucci, scrittore e scenografo, Lucia di Mauro, Pasquale Gaudino Consorzio Nuove Cucine Organizzate (NCO) e  Giuseppe Coviello di Neapolis Balfolk.”Mondi sociali, culturali e produttivi per un percorso che diventerà simbolicamente un albero, che crescerà insieme ai giovani protagonisti di questo progetto, nel giardino della scuola. Sarà un albero Falcone- conclude Tucci- un modo per ricongiungere anche a Napoli, nella scuola intitolata al Giudice Borsellino, la memoria di due protagonisti della lotta alle mafie le cui idee hanno gambe e radici”.

ARTICOLO Roma 01 maggio 2019, pag 12 

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