IL CORTO DI MUCCINO SULLA CALABRIA EMOZIONA. PAROLA DI CHETESTA!

Sotto la lente di CheTesta, l’ agenzia di neuro marketing di Caterina Fanello, è finito il corto di Gabriele Muccino: Calabria, terra mia.

Finanziato dalla regione Calabria con un budget di un milione e settecentomila euro, che oltre al protagonismo interpretativo di Raul Bova e della sua compagna Rocio Munoz Morales,  si è reso protagonista di aspre critiche da parte di molti calabresi e non che, a tutti i livelli, hanno bollato il corto come pieno di stereotipi e per questo inadeguato a veicolare l’ immagine della Calabria.

«A seguito delle aspre critiche al cortometraggio di Gabriele Muccino, commissionato dalla Regione Calabria a fini promozionali – dice Caterina Fanello –  abbiamo deciso di condurre una ricerca di Neuro Marketing per rispondere con strumenti scientifici alle questioni poste dal pubblico calabrese e per scoprire se il video risponde o meno a quell’ intento che il regista si era posto: generare, appunto, emozioni ».

L’ indagine, che ha preso in considerazione l’ impatto emozionale, ha catalogato: gioia, tristezza, sorpresa,  paura, disgusto, scetticismo e rifiuto, ed è stata effettuata su 20 persone in età compresa tra i 25 e i 60 anni.

Si  svolta su tre livelli e con tre tipi di strumentazioni proprie del Neuro Marketing: Eye Tracking per tracciare i movimenti oculari al fine di comprendere cosa catturi visivamente l’attenzione dei partecipanti, l’ EEG (elettroencefalogramma) attraverso il quale è possibile visionare il livello di attenzione e concentrazione per tutto il filmato, riuscendo ad identificare così i momenti più coinvolgenti e quelli meno interessanti  e il Facial Coding: con questo strumento si analizzano le espressioni facciali per approfondire il grado emozionale ed il tipo di emozioni coinvolte.

«L’ultimo mezzo di indagine -specifica la Fanello-  se messo in relazione alle precedenti metodiche aiuta quindi a indentificare al meglio ogni emozione, eventualmente provata, contestualizzandola».

 

Così lo studio ha messo in luce che «Nessuna emozione negativa è stata rilevata, piuttosto è la gioia  l’emozione protagonista» – dice Caterina Fanello.  «Gioia che ha avuto vari picchi nella fruizione del video, che si è innalzata in maniera significativa al solo udire la parola mare e determinato un nuovo picco quando i protagonisti vi si sono tuffati».

Di contro il coinvolgimento emotivo più basso si è verificato fra il terzo ed il quarto minuto del cortometraggio, con solo qualche punta di tristezza durante il racconto nostalgico del protagonista maschile.

 Il Dott. Rocco Chizzoniti, Psicologo e Consulente dell’Agenzia CheTesta, spiega  «ogni emozione provata va appunto contestualizzata durante l’indagine di Neuro Marketing, ad esempio il picco di gioia, rilevato nel caso del corto di Muccino – si spiega soprattutto perché siamo neurologicamente predisposti a riconoscere i volti prestandovi attenzione, interpretandone appunto, immediatamente le emozioni» – e continua-  «I neuroni specchio spiegano infatti quanto ogni emozione sia contagiosa. Va da sé quanto anche la colonna sonora abbia pure cercato di alimentare i momenti di potenziale maggiore coinvolgimento emotivo».

«Le neuroscienze, dal punto di vista del marketing, possono rappresentare un approccio di ricerca per studiare le leve valoriali su cui puntare per avere successo e costruire relazioni di fiducia. Ovviamente non solo in Calabria, ma in questo caso specifico può significare impostare una campagna promozionale che realmente riesca a comunicare al pubblico i valori condivisi di cui la Calabria è portatrice».

Un brand, per dirla in termini di marketing,  che sappia parlare il linguaggio del cervello e delle emozioni.

Il dettaglio dell’ indagine su chetesta.it

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